Andrea Carbone - Biografia

     
 

L’avvicinamento al mondo del tatuaggio è conseguente  alla passione che io e i miei fratelli avevamo per le Harley Davidson: spesso mi recavo con loro ai raduni, dove avevo la possibilità di conoscere e ammirare diverse persone straniere e tatuate. In una di queste occasioni, faccio la conoscenza di Giuliano Marchesan, che mi invita nel suo studio di Gorizia, dandomi suggerimenti preziosi e permettendomi di osservarlo mentre era al lavoro.

Da quel momento, comprata la mia prima attrezzatura, comincio a tatuare in casa amici e conoscenti, iniziando da soggetti semplici. 

In seguito, spinto dalle numerose richieste e dai continui spostamenti, decido di fermarmi in un “posto” dove poter ospitare i miei clienti: nasce così, il 9 gennaio 1994, l’Indian Tattoo.

Con mia grande sorpresa, riscuoto fin da subito successo:  inizialmente tendo ad assecondare la clientela,  affascinata dalla novità del tatuaggio e dalla moda dei tribali.

Tuttavia, l’influenza da parte di artisti del calibro di  Darren Stares, Brian Everett e Tin Tin, non tarda a manifestarsi: la mia vera passione è lo stile realistico, che da sempre esprimo nella pittura ad olio.

Comincio ad acquisire maggior sicurezza e a proporre questo stile ai miei clienti, iniziando a tatuare soggetti figurativi, come gli indiani d’America, rigorosamente in bianco e nero.

Parallelamente, frequentando le diverse conventions del panorama italiano ed europeo, subentra anche l’interesse e la curiosità verso lo stile giapponese. I miei ispiratori sono indubbiamente Horihoshi III e Filip Leu.

Per approfondire direttamente questo stile, decido di farmi tatuare da Filip una vipera del Gabon sul braccio sinistro.Siamo così giunti al 2004, a dieci anni di apertura dell’Indian Tattoo.

Considero questo un anno di svolta: la clientela diventa più esigente e consapevole, e comincia a richiedere disegni personalizzati. Inizio a tatuare completamente a mano libera, in modo da proporre direttamente la mia arte e la mia ispirazione su pelle. È fondamentale studiare la giusta composizione del disegno e la morbidezza con cui esso va ad avvolgere la muscolatura.

Per questo motivo, non mi considero un “maestro”, ma sono alla continua ricerca di nuove fonti di ispirazione e conservo l’ambizione di migliorarmi quotidianamente. Ad oggi, il mio obiettivo è quello di perfezionare e di approfondire ulteriormente lo stile realistico, cimentandomi nell’uso del colore. Contemporaneamente, sto sperimentando con discreto successo la riproduzione di opere d’arte, in forma di tatuaggio.

È la definitiva riconciliazione dell’arte pittorica con il mondo della body art.